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IL FUNGO PORCINO I.G.P.


Il "Fungo di Borgotaro" è formato dal carpoforo allo stato fresco di quattro specie del genere Boletus (sez. Boletus secondo Moser) che nascono naturalmente nei boschi cedui e di alto fusto della zona geograficamente delimitata e sono contraddistinte dalle caratteristiche di seguito elencate.


Boletus aestivalis (Paulet) ex Fr.

Cappello: largo fino a 25 cm, molto carnoso; prima emisferico, poi convesso–appianato; cuticola vellutata, opaca, asciutta e screpolata con il tempo secco; color castano chiaro, nocciola, bruno-rossiccio.

Tubuli e Pori: lunghi, liberi, inizialmente bianchi, poi gialli sino a verde oliva, immutabili; pori tondi, regolari, concolori ai tubuli.

Gambo: massiccio poi slanciato, leggermente clavato; castano più o meno intenso, decorato da un reticolo evidente biancastro in alto e poi concolore al gambo sino alla base.
Anello: assente.
Volva: assente.
Carne: soda; poi più tenera; bianca, immutabile al tocco ed al taglio.
Odore: fungino gradevole.
Sapore: dolce e aromatico (nocciola).
Spore: lisce, ellittico- fusiformi, in massa bruno oliva; 14-17/ 4,5-7,5 _m .
Habitat: compare a fine primavera, nelle annate più calde, e fruttifica sino all’autunno;
comune, cresce solitario o a gruppi, prevalentemente sotto latifoglia (in particolare castagni, querce), ma anche sotto abeti.
Commestibilità: ottimo commestibile sia fresco che secco.

Noto come Porcino d’estate, si distingue dagli altri porcini per la stagione di crescita e per la cuticola spesso screpolata e cedevole; può essere scambiato oltre che con B.edulis anche con Tylopilus felleus che ha però tubuli e pori color rosa e carne molto amara.

Nome italiano: Porcino estivo
Nomi dialettali: Foun&Mac186;u dal cadu, Foun&Mac186;u di russi, Fonzu russu, Fonzu da staje
Nome inglese: Summer bolete
Nome francese: Cèpe d’été
Nome tedesco: Sommer–Steinpilz
Nome spagnolo: Hongo de verano

Boletus pinophilus Pilat e Dermek

Cappello: largo fino a 30 cm e oltre, da emisferico a convesso appianato; cuticola finemente vellutata, opaca, a volte pruinosa, spesso grinzosa; rossastra, sovente bruno-porpora o granata-nerastro.
Tubuli e Pori: tubuli lunghi ed adnati; biancastri, crema-giallo infine verdi-oliva; pori concolori ai tubuli, macchiati di ruggine a maturità; immutabili al tocco.
Gambo: carnoso, tozzo ed obeso, biancastro con sfumature rossastre; decorato da un fitto reticolo
concolore al fondo (bianco in alto, rosso-vinato verso il basso).
Anello: assente.
Volva: assente.
Carne: soda, abbondante; bianca immutabile ma rosso-vinata sotto la cuticola.
Odore: fungino, gradevole.
Sapore: dolce e delicato.
Spore: lisce, fusiformi, in massa bruno-oliva; 14-17/4,5-5,5 _m.
Habitat: ubiquitario; essenzialmente in latifoglia (castagno e faggio) ma abbondante anche in alcune conifere; cresce da primavera al tardo autunno.
Commestibilità: buon commestibile, ottimo da secco.

Fungo molto ricercato, visto il contrasto cromatico, per le confezioni del sott’olio (Testa nera). E’ simile ad alcune forme di B.edulis con cuticola a tonalità rosso-brune.

Nome italiano: Porcino moro
Nome dialettaie: Móru, Fon&Mac186;u di móri, Moru
Nome inglese: Pinewood Penny Bun, Pine bolete
Nome francese: Cèpe de pins
Nome tedesco: Kiefern-Steinpilz
Nome spagnolo: Boleto de los pinos


Boletus aereus Bulliard ex Fr.,

Cappello: largo sino a 20-25 cm, carnoso, emisferico, poi convesso, piano allargato; cuticola opaca, secca e vellutata; color bruno- nerastro più o meno intenso con sfumature ramate o bruno olivacee.
Tubuli e Pori: tubuli regolari, lunghi, bianchi, poi giallo-olivastro, immutabili al taglio; pori rotondi, minuti concolori ai tubuli.
Gambo: sodo, sovente panciuto poi cilindrico, slanciato, talora incurvato; bruno-ocraceo con reticolo a maglie disteso su tutta la superficie, biancastro in alto e quindi concolore al gambo.
Anello: assente.
Volva: assente.
Carne: soda e compatta; bianca ( anche sotto la cuticola) e immutabile.
Odore: fungino delicato e molto gradevole.
Sapore: dolce, fungino con spunto di nocciola.
Spore: fusiformi, lisce, in massa bruno-oliva; 12-15 /4-5 _m.
Habitat: specie termofila, cresce solitaria o gregaria in estate-autunno preferibilmente nei boschi di latifoglia (quercia e castagno).
Commestibilità: ottimo commestibile sia fresco che secco.

Conosciuto come bronzino per il colore del bronzo lavorato; cresce a quote basse nei periodi più caldi ed è forse il porcino più profumato ed apprezzato dai buongustai.

Nome italiano: Porcino nero, Bronzino
Nomi dialettali: Magnan,
Nome inglese: Queen bolete, Bronzy bolete
Nome francese: Cèpe bronzé, Cèpe tête de nègre
Nome tedesco: Bronze-Röhrling, Schwarzhütiger-Steinpilz
Nome spagnolo: Hongo (Boleto) negro, Sureny, Onto beltzu


Boletus edulis Bulliard ex Fr.,

Cappello: largo anche oltre 30 cm; carnoso; emisferico, poi convesso, infine appianato; cuticola leggermente vellutata poi glabra; untuosa a tempo umido, non separabile; color variabile da bianco, crema, nocciola a bruno castano e talvolta bruno rossastro.
Tubuli e Pori: tubuli lunghi e liberi al gambo; bianchi tendenti al giallo verdastro da adulti, immutabili al tocco ed al taglio; pori piccoli, concolori ai tubuli.
Gambo: pieno, massiccio, ventricoso o cilindrico-clavato; biancastro o nocciola chiaro; decorato, quasi totalmente, da un fitto reticolo più chiaro.
Anello: assente.
Volva: assente.
Carne: soda; bianca, immutabile al taglio.
Odore: fungino delicato e gradevole.
Sapore: dolce, aromatico ( nocciola).
Spore: lisce, fusiformi ; in massa bruno-oliva; 14-17/4,5-5,5 _m.
Habitat: comune, cresce in estate fino all’autunno inoltrato (si trova anche sotto la neve), in conifere e latifoglie, specialmente sotto abeti, castagni, faggi.
Commestibilità: buon commestibile, ottimo da secco.

Noto ovunque come porcino autunnale, è il più conosciuto in quanto associato a numerose essenze arboree; spesso scambiato con B.aestivalis e confuso con Tylopilus felleus che ha pori rosati, sapore amaro e ritrovato spesso su legno.

Nome italiano: Porcino, Ceppatello buono
Nomi dialettali: Foun&Mac186;u dal fr’ddu, Fonzu da u freddu, Servettu o Lavu, S’rv’tt (u)
Nome inglese: Penny–bun Bolete
Nome francese: Cèpe de Bordeaux
Nome tedesco: Echter Steinpilz
Nome spagnolo: Calabaza, Hongo comestible



Le descrizioni sono tratte dalla pubblicazione “Funghi in Val Taro e Val Ceno”, a cura dei Micologi del Centro Studi Emidio Borghi, Luigi Rinaldi e Filippo Galli; l’opera descrive con nome scientifico, sinonimo, termine volgare, dialettale e tradotto in quattro lingue straniere, in linguaggio semplice e molto accessibile (con glossario per i termini più difficili), ma senza rinunciare all’aspetto scientifico, ben 77 specie di funghi commestibili, non commestibili e tossici, comparati con altrettante specie somiglianti.
Il manuale, in formato tascabile di quasi 200 pagine, è rivolta a raccoglitori, turisti, appassionati, escursionisti ed altri ancora, con presentazione del noto Micologo dr. Francesco Bellù
del Gruppo Micologico Bresadola di Bolzano; essa contiene, oltre a descrizione, foto a colori e caratteristiche morfologiche dei funghi, notizie sul territorio, sull’habitat con schede delle principali piante e sul riconoscimento IGP del “Fungo di Borgotaro”.

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