Norme regionali dell'Emilia Romagna

La legge regionale n. 6, approvata nell'aprile 1996, ha innovato le
modalità di raccolta dei funghi in Emilia Romagna.

Per la prima volta, in base a quanto previsto dalla legge quadro nazionale, viene introdotto l'obbligo di richiedere una autorizzazione per lo svolgimento dell'attività, prevedendo, nel contempo, norme particolari di tutela ambientale.
Negli ultimi anni è infatti aumentato di molto il numero dei raccoglitori e, in assenza di una attenta regolamentazione, potrebbero prodursi danni rilevanti all'ambiente naturale e alle sue risorse.

Dobbiamo sapere in proposito che i funghi che raccogliamo costituiscono la parte riproduttiva, visibile (carpoforo) di un organismo più complesso, non visibile (micelio) che vive nel terreno a contatto con le radici delle piante o all'interno di detriti vegetali.
Una raccolta non corretta o indiscriminata può recare gravi danni alla riproduzione di questo organismo e, di conseguenza, all'equilibrio dell'ecosistema di cui è parte vitale e insostituibile.

Per la raccolta dei funghi epigei spontanei occorre richiedere il rilascio di un tesserino di autorizzazione che potrà avere validità giornaliera, settimanale, mensile o semestrale e andrà utilizzato sul territorio in esso indicato. I tesserini si possono acquistare, al costo stabilito dagli enti, presso le Comunità Montane, i Consorzi di gestione dei parchi, le Province nonchè a seconda dei casi, presso i Comuni e gli esercizi pubblici convenzionati.
Il tesserino, accompagnato da un documento di identità, deve esser esibito su richiesta del personale di vigilava.

La raccolta è consentita nei giorni di martedi, giovedi, sabato e domenica nelle ore diurne, da un'ora prima della levata del sole a un'ora dopo il tramonto. L'attività può essere esercitata esclusivamente nei boschi e nei terreni non coltivati purchè apposite tabelle non ne segnalino divieto.

Ogni persona può raccogliere fino a 3 Kg. di funghi al giorno di cui non più di 1 Kg di Ovuli buoni (Amanita caesarea) e 1 Kg. di Prugnoli (Calocybe gambosa).

Regole particolari sono stabilite per i residenti nelle zone montane e per i proprietari.

E' vietata la raccolta di Amanita caesarea allo stato di ovulo chiuso, di esemplari di porcini (Boletus edulis, B. pinicola, B aereus. B. reticulatus) con un cappello di diametro inferiore a 3 cm. e di Prugnolo (Calocybe gambosa) e Gallinaccio (Cantharellus cibaritis) con cappello di diametro inferiore a 2 cm.

La raccolta va effettuata manualmente o mediante l'uso di un coltello evitando di strappare i funghi e, con essi, parte del micelio sotterraneo. E' vietato utilizzare rastrelli, uncini o altri stnimenti che possano danneggiare lo strato umifero del terreno.

I funghi raccolti vanno puliti sommariamente sul posto e conservati in appositi contenitori rigidi aerati in modo da evitare fenomeni di compressione e fermentazione e da consentire la disseminazione ulteriore delle spore. Va quindi assolutamente evitato l'utilizzo di sportine di plastica, carta e simili.

E' vietato il danneggiamento intenzionale dei funghi di qualsiasi specie, che non vanno mai staccati per essere abbandonati sul terreno. Ricordiamo che anche i funghi non commestibili svolgono importanti funzioni negli equilibri della natura.

A carico dei trasgressori sono previste sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, il ritiro dei tesserino.



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